La portulaca (porcellana) e la ruchetta (rucola selvatica).

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La riconoscete?Sì, è proprio lei, “l’innominabile”, il terrore degli agricoltori, perché se infesta l’orto allora non riuscirete più a levarvela dai piedi e tornerà per sempre, anno dopo anno: la PORTULACA!!!!!

Però, a ben guardarla, questa “erbaccia” tappezzante qualche lato positivo ce l’ha!Tutti la estirpano e la buttano via, ma in alcuni paesi viene addirittura coltivata ed è ricca di sostanze utili per il nostro organismo. Anche detta “erba grassa” (perché le foglie sono carnose e simili a quelle delle piante grasse), ha un gambo prima verde e poi rossiccio, con foglie ovali e fiori molto piccoli e gialli.

Se vi punge un’ape o un insetto, potete strofinare le foglie sulla puntura per far passare il prurito. Se invece la mangiate, ha proprietà diuretiche, depurative, dissetanti e anti-diabetiche, ma soprattutto è un’ottima fonte di omega 3.

Perché è importante mangiare cibi ricchi di omega 3?Perché sono degli acidi grassi essenziali (della serie dell’acido linolenico), ovvero acidi grassi polinsaturi che il nostro organismo non riesce a sintetizzare da solo e quindi devono essere assunti attraverso la dieta. Gli AGE svolgono funzioni importantissime nel nostro organismo (costituiscono la struttura delle membrane cellulari, riducono i valori di colesterolo nel sangue, regolano la pressione sanguigna, hanno azione antinfiammatoria, intervengono nella contrazione dei muscoli lisci, etc….) e quindi non devono mai mancare (per approfondimenti si veda A.Machado, Scienza degli alimenti, Poseidonia Scuola, 2011).

Il problema sorge appunto nel momento in cui si tratta di assumere questi benedetti omega 3. Questo acido grasso essenziale si trovano soprattutto nel pesce azzurro (merluzzo, sardine, sgombro, salmone, tonno, etc…); tuttavia, i pesci di grandi dimensioni accumulano mercurio, quindi è bene evitarne un consumo eccessivo; inoltre, gli omega 3 sono sostanze molto termolabili, ovvero svaniscono quando il cibo viene cotto (anche a basse temperature): quindi, o il pesce ve lo mangiate crudo, o niente omega 3! Tuttavia, consumare pesce crudo è rischioso perché si possono contrarre alcune malattie, che in alcuni casi possono anche degenerare e diventare mortali.

Quindi che fare?Il mio consiglio è appunto quello di farvi una bella insalata di portulaca (100 gr contengono ben 350 mg di acido linolenico!), magari mischiata con un po’ di lattuga, perché ha un gusto che ai bambini -se consumata pura- potrebbe non piacere; se poi la condite con olio di semi di lino o olio di noci siete a posto.

Ma a questo punto vi starete chiedendo: cosa c’entra in tutto questo la rucola selvatica?Aggiungetela alla vostra insalata, perché l’abbinamento ruchetta-portulaca è spettacolare!

Se trovate i semi, vi consiglio di seminarla nel vostro giardino: tornerà ogni anno, senza bisogno di cure o di essere riseminata.

Questa incredibile “erbaccia” è incredibile perché nasce nel cemento e tra le pietre (predilige i terreni calcarei), un po’ come la ginestra di Leopardi che osava crescere dove nessun’altra pianta avrebbe mai osato fare capolino (“qui su l’arida schiena/del formidabil monte/Sterminator Vesevo,/la qual null’altro allegra arbor né fiore,/tuoi cespi solitari intorno spargi,/odorata ginestra,/contenta dei deserti”).

I suoi fiori sono gialli ed il suo gusto è molto più intenso e piccante di quello della rucola domestica; e poi fa molto bene perché ricca di vitamine e sali minerali, soprattutto se mangiata cruda.

Se volete potete anche usare la ruchetta per fare un buon pesto, seguendo le indicazioni del pesto al basilico.

Anche la portulaca ha molti usi (ripieno per ravioli, frittate, in padella, …..) però io preferisco mangiarla cruda perché con la cottura si perdono sia le vitamine sia gli omega 3.

E dunque…buona insalata a tutti!

 

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