La falce e la falciatura a mano, i vantaggi.

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Il 23 e il 24 giugno ho partecipato al primo corso italiano in cultura e tecnica della falciatura: un work shop tra Dronero e Pollenzo dedicato alla falce e alle tecniche di falciatura manuale. Il corso era organizzato da FALCI, storica ditta di fabbricazione delle falci che ha sede proprio a Dronero, in collaborazione con l’Università degli studi di scienze gastronomiche di Pollenzo.

Sono rimasto incuriosito da questa iniziativa e contagiato dall’energia di Stefania, la fioraia di via Roma a Dronero e organizzatrice del corso, e mi sono iscritto.

Devo ammettere che avevo già provato a tagliare un prato con la falce ma sinceramente, essendo autodidatta, arrivato alla fine della giornata -e del prato- ero stanco morto; “meglio il tagliaerba” avevo pensato. Povero me, penso ora, se solo avessi avuto un maestro… ma non c’era più nessuno che potesse dirmi: “Ma come la muovi quella falce? …Guarda, si fa così.”

Purtroppo sino ad oggi non avevo visto nessuno falciare un prato. Sembra incredibile perché la falce, al contrario del tagliaerba, è uno strumento molto antico, usato per migliaia di anni dall’uomo occidentale per mietere i cereali e per tagliare il fieno (infatti proprio grazie all’uso millenario della falce abbiamo oggi i prati sulle nostre montagne e sulle colline che altrimenti sarebbero tutti boschi) .

Soltanto a partire dal secondo dopoguerra, dopo secoli di testata efficacia della falce, la meccanizzazione ha sostituito l’uso della falce e del falcetto e da un paio di generazioni a questa parte nessuno, o quasi, ha più preso una falce in mano; ormai  ai giorni nostri diamo per scontato che ci vuole un trattore, o comunque un motore, per tagliare un prato e che non ci siano vantaggi nell’imparare a falciare a mano.

Ebbene, devo dire che questo corso ha scosso la mia mente e mi ha tolto un pregiudizio moderno sulla falce, come su altre cose, che viene oggi giudicata inutile perché faticosa, poco redditizia e soprattutto perché considerata culturalmente obsoleta.

Come cercherò di mostrare in questo articolo, l’uso della falce ha invece tantissimi vantaggi anche per i nostri tempi moderni fatti di inquinamento, impoverimento del suolo, perdita di contatto dell’essere umano con la natura, mentre ha il solo svantaggio di non essere abbastanza veloce e redditizia per la nostra società, che corre e vuole produrre tanto e subito.

Iniziamo dunque un piccolo elenco dei vantaggi della falciatura manuale ai giorni nostri:

-Innanzitutto la falce è uno strumento fatto solo di ferro forgiato, materiale totalmente riciclabile e riproducibile all’infinito. In pratica è solo un grande coltello progettato, grazie alla lunghissima esperienza umana, per tagliare l’erba nel modo più efficiente possibile. Il costo, sia di produzione che di acquisto è quindi ridicolo rispetto alla sua durata, che può tranquillamente superare una ventina di anni.

-Per il suo utilizzo, inoltre, non necessita d’altro che di un paio di braccia volenterose (e quindi in pratica costa l’energia di un piatto di pasta, energia pulita, come si dice). Niente inquinamento.

-La falce è uno strumento piacevolmente poco rumoroso, al contrario di ogni altra tecnica di sfalcio a motore, e produce un suono armonioso e ritmico; mia madre mi raccontava che da piccola si sentiva una “musica” di falce e martello in tutta la conca d’Elva quando era il momento del fieno.

-Si può usare la falce anche da “nudi” perché non si ha bisogno di indumenti protettivi; la falce infatti taglia l’erba ma non produce residui pericolosi che possono ferire la pelle schizzando in aria (come accade invece con gli altri metodi).

-Inoltre se si usa la falce nel modo corretto non è possibile ferirsi perché la lama passa sempre distante dai piedi.

In pratica dimenticatevi: maglia a maniche lunghe, pantaloni da lavoro, scarpe chiuse, guanti, mascherina, paraorecchie, occhiali protettivi, miscela, ricambi. Quando dovete tagliare l’erba tutto quello che vi serve è: quello che avete addosso, la vostra falce ben molata e la pietra per affilate, chiamata cote.

Vediamo ora i vantaggi per il terreno nell’essere falciato a mano:

-nessun trattore calpesta quel terreno; questo vuol dire che il terreno non viene compattato da quintali di peso e non vengono rilasciati sul terreno, e sull’erba tagliata, o sulla frutta, i fumi tossici del motore (contate le volte che un trattore passa su quel terreno in un anno e vedrete quanto inquinamento eviterete).

-l’erba tagliata con la falce non viene tritata e rimane integra.

-usando la falce si salvaguardano tutte le specie di insetti, rettili, anfibi, ragni ecc. che vivono nell’erba e che vengono in gran parte uccisi con le tecniche di falciatura a motore.

-usando la falce si può operare un taglio selettivo delle erbe e si evita di ferire piante o alberi da frutto.

A livello generale la falciatura manuale favorisce la biodiversità dell’ambiente in cui viene utilizzata e garantisce un prodotto della terra migliore, meno inquinato e più sano (che sia per il fieno, per un cereale, per la frutta ecc.).

Arriviamo infine ai vantaggi fisici e spirituali nell’uso della falce ai giorni nostri.

-Per prima cosa, se si usa la falce con il movimento giusto, falciare è un’attività piacevolmente faticosa. È una fatica regolare e ritmica che con l’esperienza diventa sempre meno faticosa e sempre più piacevole. Si compie una rotazione del bacino e delle braccia, un movimento che ricorda gli esercizi da fare in palestra per sciogliere i muscoli. È una fatica che non logora ma anzi diventa meditativa.

-Falciare tiene in forma il fisico ma anche la mente. Tagliare l’erba in silenzio, sentendo il profumo dell’erba che cade circondato dai suoni del prato; poi fermarsi ogni tanto per molare il filo della falce e guardarsi intorno, poter parlare e cantare liberamente…. Potrei andare avanti mezz’ora a raccontarvela ma è un’esperienza che va vissuta per essere capita.

-Infine è un’attività che rende autonomi e sviluppa la propria capacità manuale, una facoltà troppo spesso bistrattata ai giorni nostri.

Dopo questa esperienza io consiglio la falciatura:

come attività ricreativa, come attività per un equilibrio psico-fisico, come attività meditativa, per tornare a fare da sé, come scelta etica, come riscoperta di antichi saperi, come scelta ecologica, come strumento per lo sviluppo della biodiversità, come scelta di produzione a inquinanti zero e per del cibo di migliore qualità…. per tutto direi! Almeno una volta bisogna provare (premesso che per trovare lo “swing” giusto ci vogliono almeno un paio di giorni di applicazione, ma poi diventa un piacere).

Durante il work Shop abbiamo visitato le FALCI (con la bellissima battitura a caldo della falce) e siamo andati a sfalciare in un vigneto Boroglio Barolo, il primo vigneto completamente sfalciato a mano. Esiste già un mercato di nicchia in cui l’uso della falce inizia a riavere un senso ed un valore: fieno di qualità per cavalli di razza, produzioni di vini o di cibo di alta qualità, sfalcio silenzioso per spazi verdi pubblici.

Ed esiste tutto un mondo di appassionati, soprattutto nel nord europa, della falce e della falciatura.

Ma in realtà basta guardare su youtube, o sentire il direttore delle FALCI che ci fa un elenco dei paesi compratori, per scoprire che la falce viene ancora usata in gran parte del mondo, dove il motore costa troppo.

Di sicuro da oggi la falce si è guadagnata un estimatore in più … ME.

 

 

 

 

 

 

 

 

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