Il porta sapone in salice

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Oggi voglio mostrarvi un piccolo lavoretto da fare con il salice, alla portata di tutti: il porta sapone. Chi non ha un sapone vagante in casa? in dieci minuti potete creare il vostro porta sapone intrecciando pochi rametti di salice, anche di recupero; infatti per questo lavoro non servono rami particolarmente lunghi e belli, bastano una trentina di rametti flessibili (anche non di salice l’importante è che sopportino le pieghe senza spezzarsi) e di spessore uniforme. Per recuperare i rami si possono tranquillamente raccogliere in natura in qualsiasi momento (per la quantità necessaria per questo lavoro si può anche non attendere il momento migliore per potare, che invece è l’inverno pieno http://www.anostomodo.com/la-potatura-del-salice/). La struttura di base è quella che io chiamo “base catalana”, una base per i cesti tipica della zona iberica, totalmente diversa dalla classica base a croce (http://www.anostomodo.com/la-base-a-croce-rotonda-n-1-lezioni-di-cesteria-a-nosto-modo/) e molto comoda per le forme arrotondate.

Il risultato sarà pressappoco questo:

 

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Per prima cosa raccogliamo una trentina di rametti di salice, spessore circa 5 mm al piede; cinque rametti ci servono un po’ più lunghi, gli altri basta che misurino circa 20 cm.

Prendiamo il ramo più spesso e lungo che abbiamo tra quelli raccolti; cerchiamo di piegarlo a cerchio iniziando a dare forma al piede del ramo, che è la parte più spessa. Pieghiamo il ramo cercando di rendere la curva morbida e omogenea, soprattutto senza che il ramo subisca una piega netta. Una volta creato un cerchio di circa 10 cm iniziamo a intrecciare il ramo intorno a se stesso; infiliamo prima la punta e poi la tiriamo delicatamente. Compiamo 3 o 4 giri finché lo spessore del cerchio sembra omogeneo.

 

In realtà più che un cerchio ci servirà una forma un poco ovale, come in foto.

 

Aggiungiamo ora all’ovale due coppie di rami paralleli e abbondanti di lunghezza; li posizioniamo sul lungo dell’ovale equidistanti tra loro e con i lati dell’ovale; restano in pratica tre spazi vuoti paralleli.

Ora iniziamo ad aggiungere un rametto nel senso perpendicolare rispetto ai precedenti. Iniziamo dal centro e infiliamo una estremità del nuovo ramo sotto il perimetro dell’ovale. Passiamo ora sopra la prima coppia di rami e sotto quella successiva. Il ramo aggiunto termina sopra il bordo dell’ovale.

 

In questa fase critica (la più complicata direi) è fondamentale mantenere i rami in posizione finché non verrà aggiunto il ramo seguente.

Inseriamo un altro ramo nel senso opposto al primo. Dove il ramo precedente passa sopra ora con il nuovo ramo passiamo sotto e viceversa. Infiliamo una estremità del nuovo ramo (nero in foto) sotto il bordo dell’ovale affiancando il ramo aggiunto in precedenza. Passiamo sopra la prima coppia di rami (dove il ramo precedente passa sotto). Tenendo fermo il ramo nero con il pollice lo facciamo piegare e passare dietro alla coppia di rami successiva. Concludiamo passando sopra il bordo dell’ovale (dove il ramo precedente partiva sotto).

 

Una volta infilati questi due rami la forma del porta sapone sarà già visibile e stabile, non ci resterà che aggiungere nuovi rami partendo dal centro verso i bordi, un po’ da un lato e un po’ dall’altro.

Partiamo sempre infilando una estremità sotto il bordo dell’ovale, passiamo sopra la prima coppia di rami; tenendo fermo il ramo che stiamo intrecciando lo pieghiamo e lo passiamo dietro alla coppia di rami successiva. Finiamo passando sopra il bordo dell’ovale. Per non confondersi basta seguire la regola “opposto di quello a fianco” ogni ramo deve passare in modo opposto rispetto al suo vicino.

 

L’importante e far piegare i rami che aggiungiamo e non l’ovale o le due coppie di rami paralleli. Se questi ultimi rappresentano l’ordito noi dobbiamo cercare di mantenerla ferma e di piegare la trama, che sono i rami che pian piano aggiungiamo. Continuiamo così fino a riempire l’ovale e ogni volta stringiamo bene i rami cercando di compattarli il più possibile tra loro. Infine gli diamo una pulita pareggiando le estremità.

Ora ci restano da legare alle estremità le due coppie di rami che costituiscono l’ordito per bloccare il tutto. Prendiamo un rametto e lo torciamo con le dita in modo da formare una corda. Leghiamo le quattro estremità insieme.

Cerchiamo di compattare e tirare bene la legatura torcendo sempre il ramo prima di piegarlo (più lo torci e meno si spezza). Infine infiliamo la legatura in mezzo ai rami e spingiamo forte con un attrezzo a punta (un cacciavite a stella fine ad esempio).

Infine tagliamo le estremità “et voilà” i giochi son fatti.

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