Come foderare una cesta di salice (cesta per la legna e cesta per la biancheria).

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Come foderare una cesta per la legna. 

Come posso foderare una cesta? Un problema sempre attuale a casa nostra, essendo compagna di vita di un cestaio; ancora più attuale in questi giorni, in cui il freddo autunnale ha ormai deciso di non andarsene più. Urge una cesta della legna per casa nostra, abbiamo cambiato disposizione dei mobili e ci sarebbe proprio un piccolo angolo di spazio in cui ci starebbe benissimo una cesta, proprio accanto alla stufa…Esteve ci mette qualche giorno (dato che i lavori per la compagna di vita del cestaio finiscono sempre in coda a quelli dei clienti!), ma alla fine realizza questa vera e propria opera d’arte.

Ora tocca a me: la cesta della legna va foderata, perché altrimenti sporca tantissimo. Serve un materiale resistente, perché quando ci buttiamo la legna dentro di solito siamo poco delicati, e quindi un tessuto non adatto potrebbe rompersi dopo poco tempo, e io non ho voglia di rifare il lavoro dopo due mesi. Inoltre serve un tessuto che si sporchi poco e che resista bene alla polvere.

Nel corso della mia carriera da “foderatrice di ceste per la legna” ho trovato le seguenti soluzioni:

1)si può realizzare un tessuto patchwork mettendo insieme le gambe di vecchi jeans di recupero; in questo modo si possono riciclare abiti dismessi evitando di andare a comprare altro tessuto, che comunque è una spesa ed è uno spreco di risorse: quando si può riciclare è sempre meglio scegliere questa opzione. I jeans ad esempio non li butto mai, perché oltre ad essere un tessuto bello e facilmente indossabile (ho realizzato molte borse con tessuto patchwork in jeans) è un tessuto molto resistente.

La cesta che avevo foderato con il tessuto patchwork di jeans è stata la nostra prima cesta della legna; purtroppo non ho delle fotografie da farvi vedere, e la fodera l’ho smantellata (l’abbiamo nuovamente riciclata usando il tessuto per proteggere gli alberi quando montiamo le corde nel bosco). Avevo tenuto anche la parte alta dei jeans (quella con le tasche e i passanti per la cintura), tagliando il meno possibile e riducendo al minimo le cuciture: in pratica avevo tagliato il davanti e il dietro dei jeans, lasciandoli interi, e poi li avevo cuciti insieme creando un grande pezzo di stoffa. Ho poi tagliato la base (che era rotonda) e infine ho ritagliato un unico pezzo che costituiva le pareti (il cesto però era rotondo). Avevo poi inserito dei nastrini nei passanti per la cintura dei jeans per legare la fodera alla cesta.

Il risultato è molto bello esteticamente e sicuramente particolare, ottimo come resistenza, ma comunque si sporca e si impolvera (è comunque meglio di altri tessuti, soprattutto se il jeans è scuro).

Ricordo questa cesta con particolare emozione perché è stata la prima cesta che Esteve ha realizzato, e sono ormai passati sette o otto anni. La cesta, a dire il vero, era anche un po’ storta ed Esteve “non aveva stretto abbastanza” (cioè la trama dei rami non era abbastanza fitta); e la cesta pian piano è crollata da un lato come la torre di Pisa.

2)Per la seconda fodera ho invece utilizzato un pezzo di tovaglia cerata. Anche in questo caso il tessuto si può riciclare: le tovaglie cerate/plastificate si rompono sempre in uno o due punti, quindi si possono riutilizzare tagliando il tessuto in modo da evitare i buchi e i punti rovinati. Rispetto al jeans, la tovaglia cerata ha il vantaggio che si impolvera e si sporca di meno. In questo caso avevo ritagliato i nastrini per legare la fodera alla cesta direttamente dal tessuto di tovaglia cerata, il quale, se preso nel verso giusto, non sfila e quindi non deve essere bordato.

3)Come vi dicevo, abbiamo cambiato la disposizione dei mobili e quindi la seconda cesta (molto, forse troppo grande!) non ci stava più. Esteve ha allora realizzato questa cesta, questa volta rettangolare. Questo modello di cesta della legna, rispetto a quello rotondo/ovale, permette di ottimizzare lo spazio sfruttando al massimo anche angoli piuttosto piccoli.

In quest’ultimo caso ho utilizzato un “tessuto” molto particolare. Era già da un po’ di tempo che vedevo in giro borse e portafogli realizzati con teli di cartelloni pubblicitari o teloni dei camion. Elimond, una ragazza artigiana del cuneese, realizza già da anni oggetti con questi materiali e recentemente l’ho visto anche su altre bancarelle artigiane locali.

Un parente mi ha portato, proprio in questi giorni, degli enormi teloni di una vecchia mostra fotografica, proponendomi di provare a realizzare la fodera con questo “tessuto”, che è simile a quello della tovaglia cerata per prestazioni: molto spesso, e quindi molto resistente, e anche bello a vedersi, essendoci stampate delle fotografie. Ha lo svantaggio che è parecchio spesso e quindi bisogna ridurre al minimo gli spessori, ovvero le sovrapposizioni di più strati del tessuto. Per cucire con la macchina vi consiglio di usare un ago molto spesso (tipo quello per jeans, misura 100).

telonepubblicitario

Ho disegnato direttamente sul tessuto il modello, ho ritagliato cinque rettangoli (base, 2 pareti corte, 2 pareti lunghe) e li ho cuciti insieme. Questo tessuto non sfila e quindi non deve essere bordato.

pezzipercestalegna

Ho poi applicato i nastri per fissare la fodera alla cesta; è molto importante che i nastri vengano messi nei punti giusti, per fare in modo che la fodera resti ben aderente a tutto il perimetro dei lati della cesta. Al primo colpo ovviamente abbiamo sbagliato, perché la fodera creava dei vuoti e il risultato era abbastanza penoso: però da questo nostro errore abbiamo capito dove andavano messi i nastri e siamo arrivati a disegnare il seguente schema:

 

Il nastro può anche essere più sottile e ovviamente del colore che volete. Potete anche legarlo all’interno, in modo tale che i nastrini restino all’interno e poi scompaiano nello spazio tra la cesta e la fodera, come ho fatto con questa cesta per la biancheria:

Per fare passare il nastro tra gli intrecci dei rami potete aiutarvi con un attrezzo simile a quello che vedete nella foto qui sotto: questo è un punteruolo, però anche un uncinetto o qualcosa di simile potrebbe andare bene. Infilate il punteruolo tra i rami intrecciati orizzontalmente e muovete (molto delicatamente, mi raccomando!!) su e giù in modo da creare un piccolo passaggio per il nastro. Per prendere e tirare il nastro potete usare un uncinetto. Vi sconsiglio di fare questo lavoro su un cesto “dei cinesi” (quelli che si trovano al supermercato a 10 euro) perché i rami si romperebbero di sicuro.

punteruolo

Ed ecco la cesta finita! Questa volta il risultato è buono. Devo ammettere che ho faticato un po’ perché ho dovuto stringere sugli angoli per adattare il rettangolo alla cesta, che ovviamente non è un parallelepipedo perfetto (in alcuni punti è più largo e poi stringe in altri punti). Per stringere potete anche fare delle piccole pinces, se lo spessore del tessuto lo permette.

Come foderare una cesta per la biancheria.

Ho deciso di annoiarvi ancora per un po’, perché un’altra sfida mi è stata proposta proprio oggi: foderare la cesta per la biancheria.

Il problema è che è una cesta “difficile”! Ovvero, essendo un modello di cesteria “a giorno”, ha parecchi “buchi” e quindi la fodera deve essere bella sia da dentro che da fuori, e le cuciture devono essere nascoste sia sul dritto, sia sul rovescio del lavoro.

Altra considerazione: quale tessuto usare? La fodera di una cesta per la biancheria deve avere caratteristiche molto diverse dalla fodera di una cesta per la legna: deve essere in tessuto naturale e traspirante (a volte i vestiti sporchi possono essere bagnati o umidi): e quindi no plastica, no tela cerata, no poliestere. L’ideale sarebbe stato un pezzo di tessuto di cotone, però in questo caso ho il problema della cesteria “a giorno”, e quindi devo trovare un tessuto abbinabile ad una cesta che oltretutto è realizzata quasi interamente con rami di salice con la pelle.

Ho scelto di usare la juta, perché è bella, mi piace un sacco, mi sa di grezzo. E secondo me con lo stile e i rami della cesta ci sta troppo bene! E inoltre (leggo su Wikipedia): “la iuta è al 100% biodegradabile e riciclabile; è una fibra naturale; è  la più economica fibra vegetale, procurata dalla fibra di tiglio o dalla scorza del fusto delle piante; è la seconda fibra vegetale più importante dopo il cotone in termini di utilizzo, consumo globale, produzione e disponibilità; ha un elevato carico di rottura, una bassa estensibilità, e garantisce un’alta traspirazione del tessuto: la iuta è, quindi, molto adatta nell’imballaggio dei pacchi di beni agricoli; può essere usata per creare i filati, tessuti, reti e sacchi della miglior qualità industriale; è una delle fibre naturali più versatili mai usate come materiale grezzo nei settori dell’imballaggio, del tessile, dell’edilizia e dell’agricoltura; la pianta della iuta è imparentata con la pianta della Cannabis sativa;  ciononostante la iuta è completamente priva di elementi narcotici o odorosi”.

Quello che non vi scrivono su Wikipedia è che è un tessuto un po’ antipatico da lavorare con la macchina da cucire: innanzitutto, cercate di studiarvi molto bene il modello in fase di progettazione, perché se sbagliate qualcosa poi scucire la juta è un casino; seconda cosa: vi consiglio di rifinire tutti i bordi con lo zig-zag perché è un tessuto che sfila facilmente.

Qui sotto vedete il progetto della fodera: ovvero la base, 2 pareti corte e 2 pareti più lunghe; infine i “ganci”, cioè gli attacchi che sostituiscono i nastrini della cesta precedente, e che servono per attaccare la fodera alla cesta; nel disegno avevo eliminato il “bordo decorativo”, perché avevo pensato di applicare un pezzo di fettuccia per nascondere le cuciture dei “ganci”; ci ho poi ripensato tornando all’idea del bordo, perché secondo me resta più bello e valorizza questo modello di cesteria “a giorno”: infatti è di un altro colore rispetto alla juta e visto dall’esterno crea degli interessanti giochi di colore. Lo so, il foglio del progetto è penoso, però quello che vi voglio dire è che prima di iniziare a tagliare è importante avere un progetto dettagliato del lavoro, altrimenti il tempo che credete di recuperare nell’immediato ce lo rimetterete dopo, e ce ne metterete il doppio o il triplo.

progettofodera

Dato che non volevo che si vedessero le cuciture, ho usato la cucitura inglese  (anche detta francese o doppia) in modo tale da pinzare i margini all’interno e nasconderli. Ci vuole più tempo però il risultato è bello da dentro e da fuori ed è più pulito. Nelle foto seguenti vedete il risultato sul dritto e sul rovescio.

fotocuciturainglese

A questo punto ho provato ad inserire la fodera nella cesta. Ho fatto due piccole pinces sui lati più corti, come vedete nella foto qui sotto, in modo da far aderire bene la fodera al perimetro della cesta.

fotopinces

Poi ho ritagliato 14 pezzi  di 6 cm X 8 cm (i “ganci”, quelli per attaccare la fodera al cesto) e 4 pezzi per fare il “bordo decorativo” (FOTO 1).

Adesso è il momento di lavorare con il ferro da stiro, piegando tutti i bordi e limitando quindi al minimo le cuciture (FOTO 2). Ho poi cucito i margini di tutti i pezzi (FOTO3).

 

Infine, ho messo insieme il “bordo decorativo” cucendo i 4 pezzi.

Ho poi piegato a metà e stirato con il ferro da stiro anche i bordi dei 14 “ganci”. Piegate i “ganci” a metà, inseriteli sul bordo della fodera e piazzateli con degli spilli lungo il bordo della cesta (seguendo lo schema sopra), come nella prima foto qui sotto.

Sopra, dritto contro dritto, piazzate con degli spilli il “bordo decorativo”; le cuciture dei “ganci” resteranno pinzate lì in mezzo, e quindi saranno invisibili dall’esterno.

Cucite il tutto con un’unica cucitura.

Per piazzare la fodera aiutatevi con un uncinetto. Io ho usato un filo di canapa grezzo. Il filo passa un giro dentro i “ganci” e poi un giro fuori dalla cesta. Il risultato è praticamente invisibile dall’esterno, non ci sono nastrini né fiocchi. Questo lavoro richiede però molto più tempo, per la realizzazione dei “ganci” e per le cuciture inglesi, però il risultato è notevole, tant’è che alla fine questa cesta abbiamo deciso di tenerla per noi (nella seconda foto, vedete un particolare della cucitura inglese sul lato esterno della fodera):

 

Qui sotto, le due ceste della biancheria che ho foderato la scorsa settimana. La prima è quella di cui vi ho parlato fino ad ora, con la fodera in juta. La seconda ha invece i nastri all’interno e il tessuto è un cotone spesso e robust0:

 

 

 

 

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